sabato 6 marzo 2010

196: un pettirosso da combattimento

ascoltare un disco dalla prima traccia all'ultima e daccapo, al contrario, come farei se tu fossi disteso sulle mie lenzuola e io ti stessi contando le vertebre - diventeremo come quei vecchietti che non s'arrendono all'età, e a novant'anni ancora brigano per rimanere immortali dimenticandosi quant'è bello dormire. alla fine di tutti i momenti compunti e commoventi ho una manciata di lettere per te, combinale come vuoi e dagli tutti i sensi che ti pare - il primo dei promemoria che ti suggerirei è di non dimenticare i contorni e le mani e le mani e le mani e la bocca che crede sempre di sapere cosa dire e la convinzione di aver ripassato abbastanza il copione e. tutti i modi di dire che mi hai rubato e questa noncuranza che hai nel disinnescare gli allarmismi, ché mi costringi a svagarmi a me che gli svaghi non son mai piaciuti, che mi costringi a nuotare quasi a raso del pavimento della piscina sperando in un altro minuto di apnea che tanto poi ci sarà sempre tempo per le giustificazioni, vero?

la domenica delle salme, fabrizio de andrè

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