lunedì 29 marzo 2010

205: piccole vittorie

piccoli clandestini spodestati piccoli soldati e poi quel pomeriggio di pochi giorni fa quando mi hai portato sul terrazzo del quarto piano da cui si vedono tutti i giardini dove non siamo mai entrati - e scusa se ci siamo innamorati e abbiamo fatto i pazzi quando per la prima volta sul treno e tu mi hai detto è la prima volta che lo prendiamo insieme e mi pare ieri che senza giubbotto tremavi con la mano ti tenevi il braccio e mi hai detto dei conati dell'agitazione. oggi per fare un brindisi al nostro stare bene solleverò tutte le case dove sei andato a vivere per ritrovare le tue matite e le chine e i pastelli che ti sono sfuggiti dalle mani viaggiare a velocità supersonica guardando la campagna che va via le pecore gli steccati i tuoi occhi grandi poi timbrare i biglietti e prendere il caffè e pensare che sono solo sessantuno chilometri che potrei venire a piedi che è ritornata l'ora legale e non è una cosa da poco.

primer, 65 days of static

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