saltando dentro le pozzanghere potremo ubriacare le nostre scarpe - ti ricordi quando mi prendevi in giro per la scelta del vino bianco, perchè il vino bianco è da sfigati, sfigati, sfigati, ti ricordi quando ho perso la cognizione di come si devono muovere le mani - e il rumore che fai è lo stesso di quando sbaglio la strada e comincerò ad ingoiare benzina per macinare i centimetri che mi separano da te, parlerò una lingua già coniugata al futuro se solo potessi adesso ricordarmi di ogni singola goccia di pioggia ricevuta sulla faccia se potessi anticipare la crescita dei papaveri con un trucco nel funzionamento dello stelo se potessi regalarti il rosso, che non è mai solo un colore, e sporcarmi con l'inchiostro liquido delle tue parole - morire sarebbe meglio che questo stare qui con un'angoscia disperata di felicità tra le dita, innescata come una bomba a orologeria e il letto di lenzuola viola che è diventata un'isola per sognarti che vai via. avessi mai imparato a scrivere sotto dittatura sapessi scrivere sotto dettatura fossi capace di dire le cose quando mi sento così invece tutto si perde tutto si perde in foglie tutto si perde in parole e orme - quando cazzo riusciremo a vederci?
• ovunque, verdena
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