giovedì 4 febbraio 2010

179: quindici

sgoccioli sgoccioli sgoccioli e tempo dammi un altro minuto dammi un altro momento che il tuo miele mi coli addosso e i cucchiaini di zucchero che ti obbligo a ingoiare e le scale che fai prima di andare a letto per una stupida scommessa che anche stavolta perderò - non mi mancavano per niente i ritardi dei treni, i batteri dei treni - e le tue battute stupide sul giorno in cui finalmente dormiremo insieme e poi mi guardi e mi chiedi lui come si chiama. torno a casa con la macchina che sobbalza ma non riesco a preoccuparmi per le cose, non riesco a sentire le cose, è il quattro febbraio ma mi sembra sia inizio giugno e tuo padre sembra dante e tuo fratello ariosto son tornate le lucciole a roma sì, i pini di roma, i treni per roma, gli amici di roma, i pensieri verso roma. allora farò anch'io come quel pazzo che è partito da terni per arrivare a piedi in inghilterra e il mio percorso sarà la via crucis lungo le tue scapole e le stampelle delle tue camicie e vagabondare bevendo solo il vino dei tuoi abbracci e scaldarmi solo con i tuoi buoni pensieri tutti ordinati come soldatini - e passamidadentroperfavore.

passami da dentro, estra

Nessun commento:

Posta un commento