lunedì 22 febbraio 2010

189: userò tutto il corpo per rivedere te

poi ti guardi le scarpe, è finito improvvisamente anche febbraio anche febbraio si toglie il cappello e dentro al cilindro ci sei tu - sei il bianconiglio e per correre via ti saltano tutti i bottoni dal panciotto, è tardi, è tardi assai - per perdersi nei sentimenti, per lasciare spazio ai sentimenti, per smettere di avere paura, per dare un verso a questa storia. comincerà marzo e tu sarai una nota a margine sul bordo del fazzolettino, una macchia di sangue dopo la carneficina, tu sarai - la vocina che nel cuore della notte dice: il cremino, qualcuno sa perché. sono sette giorni che mi faccio la doccia, sette docce, sette volte, sette ore che mi torna in mente quest'espressione. che se non fosse così tua, ti verrei a staccare tutti i fornelli, ti verrei a riempire la camera di gas - butta fuori ancora qualche parola per me, condisci la tua insalatina di nostalgia come faccio io quando cucino la carne e ti penso coi dentini che vogliono solo quella passione - domani sarà marzo e tu sarai solo una nota a margine, le lenzuola sporche da lavare che non contengono più i sudori del tuo nome e l'eccitazione con la mano in mezzo alle gambe con cui ti ho aspettato praticamente ogni notte - farsi la barba davanti allo specchio, salire sul lavandino e le lotte verbali animali carnali che non abbiamo mai fatto - i giochi il motorino salire nelle cuffie con te sfiorarti il collo il vampiro gli occhi azzurri e i post it con la colla che cede e finiscono tutti addosso a me - mastica bene, lepre marzolina, domani l'inchiostro ti finirà nello stomaco, sono una salamandra e nel fuoco mi brucerò.

la sorella di mio fratello, tre allegri ragazzi morti

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