giovedì 18 febbraio 2010

187: tra le cose che può dire sceglie di mentire

più tempo, più tempo per leggermi tutti i libri di questo mondo, per parlare ancora un po' di cose senza senso per descriverti come ti spoglierei per fare le carezze al gatto - più tempo meno tempo per ricordarmi di quando chiedevi le conferme sulle regole grammaticali, e quante parolaccie hai scritto con la i. che i tuoi baffetti leggeri mi sorridono furbetti che la tua camicia preferita è a quadretti che seicentottantaquattro pagine di baudelaire non mi guariranno. oggi ho camminato sotto il sole e il cielo limpido che pareva improvvisamente maggio che improvvisamente stavo di nuovo per partire per torino che se ci penso che ci siamo conosciuti durante lo scorso festival che poi mi sei venuto a prendere a bologna e non riuscivamo nemmeno a raccapezzare quale fosse il binario uno - che poi penso a bologna ci ho incontrato diverse persone importanti che il due agosto è esploso un cuore che in febbraio tu mi hai aperto gentilmente con la chiave del venti che hai svitato tutte le viti che poi non ci siam più parlati e dovrebbe avere un senso questa cosa, dovrebbe avere un senso stare distesi sul letto un attimo prima di fare l'amore, la prima volta per te, e com'era la sensazione di te che mi sbattevi contro il portone di quelli e baciarsi fino a che non esce il sangue dal naso e chiederti i baci e guardare le coccinelle che si aggrappavano alle tue mani che ora per dire sembrano passati secoli e l'indecenza eri tu che non ti sapevi mettere il preservativo che tremavi tutto che non ritrovavi la strada e che nel cappotto nero sotto i portici di via zamboni mi tenevi stretta la mano, mi dicevi tipo ti amo.

se non torni, nadàr solo

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