battezzerò tutti i miei globuli del sangue col tuo nome. nevica e ho le prove, e la neve vorrei infilartela in bocca, sì - sì che mi viene da ridere e da tossire se tu ti sciogli e hai il potere di rovesciare gli eventi atmosferici - che dici queste frasi al centro dell'inverno come se fossero magliettine, che ti vorrei regalare tutte le lepri di queste colline, che i giorni della merla, a te, non ti scompongono affatto, coff coff, ciuf ciuf, domani un treno mi porterà da te. ma il cameriere non ci dà soddisfazione e non indoviniamo la sua età, candida candida la macchina scivola come scivola il senso di questi discorsi storti, stridenti come i violini, e tu dormi e tu dormi, gioia mia, vita mia, aria. per la neve, mi dice, vanno bene i sigur ros, glosoli, per la precisione, e la camicia adesso ha tante pieghe e il rossetto si scompone come se non avessi mai riso prima e tu dici che non dovremmo incontrarci o saranno le quattro prima che ce ne accorgiamo - e tu ridi, ridi, dentini, dentro il tuo cappuccio col pelo di cane e gatto, tu ridi, dentini della mia famiglia, che sembra che l'amore debba arrivare solo alla fine del mese, che ti ci voleva l'ultimo giorno di gennaio, che ti ci volevano i parcheggi liberi e le strisce blu il finesettimana, che la domenica mi cola tra le gambe e mi scrivi cose lacrimogene - ti ci voleva tanto a fare a dadini il minestrone. buon appetito, amore mio. ti presento febbraio.
• beh yourself, graham nash
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