domenica 17 maggio 2009

50: e tu correvi su chilometri di scontrini ma non mi raggiungevi

camminando per le strade del centro hai detto: non resto tanto perché mio nonno sta male. poi ti togli per un attimo gli occhiali, ti massaggi il naso, e dici: ti va se prendiamo un po' d'aria?, anche se siamo fuori. andiamo al bar. e sulle sedie c'è la pioggia anche se sono al coperto. prendi una roba che io non so che cosa sia e non ho il tempo di pensare a cosa mi va. allora dico un té. e tu dici che il té è imbarazzante. non ne prendi nemmeno una goccia. ti guardo e rido e tu vuoi sapere come mai. sto pensando che se continui a dire cose brutte dovrà per forza scriverci un libro, e se te lo dicessi tu diresti che l'hai fatto apposta. poi mentre torniamo cerco di attraversare con i semafori pedonali rossi, così mi investono. eppure non passa nessuno. mi regali uno scontrino da 2 euro virgola qualcosa, dicendomi che se torno anche tra un anno lo posso riutilizzare e dopo mezz'ora di litigio su chi lo deve prendere, me lo metto in tasca. e anche se brucia penso che non devo fare come quando sono andata a bologna, che per dimenticare li ho strappati e non mi sono accorta di aver distrutto anche l'abbonamento mensile per arezzo, e ho dovuto ripagare il treno tutto il giorno. poi così è davvero impossibile d i m e n t i c a r e .

la lotta armata al bar, le luci della centrale elettrica

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