ma quante volte ti ho detto ti amo nel sedile posteriore della tua macchina? e nonostante i dialoghi da commedia triste, non ci cadevano addosso né i monumenti né le piazze coi loro palazzi inclinati, che io non vedevo. la pioggia durava solo un giorno, per significare l'abbandono. dovevo inciderti le voci che avrebbero cantato la prima canzone che mi hai fatto ascoltare. era bello mettersi le cuffie verso le una della notte. più che per ovattare i suoni, per essere io e te, dentro ad altre dimensioni. dopodiché remo ceserani mi fa presente che il postmodernismo ha l'attitudine di lasciare che questo frammentismo sia tale. remo ceserani non capisce un cazzo del nostro amore, del mio amore per te, che veniva su come i papaveri in anticipo, ad aprile. farai gli anni e spero tu abbia imparato a non vergognarti di ascoltare gli ida o di provare qualsiasi altro tipo di emozione, concava o convessa. poi dicevi: io e te, non siamo il finale di some sinatra. arriveranno i finanzieri a dirti che avevi torto.
• some sinatra, the secret stars
Nessun commento:
Posta un commento