e mentre il vento cambia direzioni, sei a ravenna che distribuisci volantini che diventano pavimenti. sei lì ad ascoltare le poesie di ulisse e creta, tipo a respirare l'aria che ho rubato a settembre. chissà se al pala de andré ci sono ancora le bandiere della pace appese, e i comunisti arresi a chiedere offerte libere per la festa dell'unità. coi manifesti elettorali e la par condicio sulle nostre opinioni. siamo ispirati, ma é inevitabile. ci scriviamo cose intense, tipo che dovrei metterti i ciuffi d'erba tagliata dentro la maglietta, e ridere. tipo che ad un certo punto casa mia é investita da un corto circuito emozionale e va via la corrente. e alla fine del vento, c'è sempre qualcosa di nuovo. e qualcosa di vecchio che si rompe, dopo la centesima volta che ci si fa male con una canzone. dopo il vento mi chiami e nonostante tutto, trovi le parole - una cosa incredibile. i nostri messaggi di buongiorno, guidare in due direzioni differenti, in due parti d'italia sensibilmente distanti. come sempre. tu che dici che ti immergi nella campagna ferrarese. e solo a ravenna ti toglierai i baffi immaginari che ti ho fatto col latte freddo. passo il pomeriggio a fotografare papaveri e le parole monotone di un ragazzino deficiente della tua stessa città. mi viene da ridere per le tue biciclette, per i tuoi modi buffi di essere e di fare. sono brava, vero, a scrivere come vasco brondi? comunque remo ceserani dice che: il postmoderno, a differenza del moderno, non ricerca uno stile, ma segue la scia dell'imitazione, della parodia, dell'ironia, del frammento. alle 19.25 mi dici che la guerra é finita. almeno per te.
• fishing for a dream, turin brakes
mi manchi.
RispondiEliminaa.