dici che ti fa sorridere sentir parlare degli alberi di torino, che io chiamo platani e che tu hai sempre e solo chiamato alberi. casualmente, mettendo lenzuola pulite, mi sono accorta di essere vestita esattamente come quando ci siamo visti l'ultima volta. i sensi unici, i sensi di fine, non dovrebbero mai esistere. le nostre strade sarebbero dovute convergere, come i binari immaginari che avevo sotto i piedi camminando per i sentieri tra le case editrici. mancavano poche ore e i nostri orologi sincronizzavano le attese. poi mi hai detto "credo di essere passato col rosso", e lo imputavo alla fretta di arrivare, a un tempo che non sarebbe stato più di qualcun altro, alle onde verdi che nella tua città non capitano mai. invece alla fine era solo una casualità. casualità è stato incontrarti il sedici aprile, parlare con te dei quindicimila modi che esistono per dirsi addio, e usarne solo uno per dire ciao.
• les étoiles secrètes, ida
Nessun commento:
Posta un commento