giovedì 28 maggio 2009

75: delle tragedie bisognerebbe ridere


ricominciare a dire il tuo nome in maniera casuale, indifferente, distratta. quando uno fa finta di essere distratto é molto patetico e poco credibile. tipo che bisogna affrontare i propri fantasmi, come andare a casa di mia nonna senza battere ciglio, o non so. ripensare a te che cammini via da me, con la tua andatura, la tua figura piccola, sotto i palazzi enormi di una città grigia. e il giorno che ci siamo detti addio pioveva, il giorno dopo il sole ha ricominciato ad asciugare le cose, come se niente fosse, come se non contasse. ho rotto il cazzo con questi commenti inconcludenti su di te e sul fatto che sia finita.



sunday afternoon, il cielo di bagdad 



 

1 commento:

  1. torni a casa con gli occhi chiusi senza prendere fiato, senza nemmeno una canzone nel letto. ti ostini a crollare ma per la necessità di urlare ancora. di quanto sia insostenibile a volte il peso del cielo vuoto. rauco come l'amore che ha bombardato i miei ricordi asciutti. non esiste nessun genio, fidati.

    grazie, comunque

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