lunedì 4 maggio 2009

47: col mio alito tremendo ti ho sussurrato all'orecchio bonjour mon amour


ti dico: ma ti immagini quanto sarà carico di aspettative quel momento quello? siamo seduti dentro uno di quei bar, sotto ai portici, per le strade di torino.  io ho un té bollente davanti e tu ha preso un caffé. sei geloso di cose assurde, tipo il fatto che presto mi fidanzerò col mio scaldasonno. ci guardiamo le scarpe, come avevi previsto, e io succhio il cucchiaino col quale sto cercando di affogare brutalmente il filtro. mi chiedi cos'è che mi piace di te, e visto che mi attardo, sdrammatizzi dicendo: ti ci vuole un foglio protocollo? sono felice di poter leggere alle 1.44 i tuoi vecchi post, perdermi tra le cose che hai detto, e discuterne con il cane che ho vicino al letto, perché tanto nessuno capirebbe cosa intendo dire. poi scopro come ti chiami di cognome e sto dieci minuti a dirlo ad alta voce. vorrei avere un sorriso perfetto, così quando ti sorriderò andrà tutto liscio. non mi interessa un cazzo, sinceramente, della ricotta e delle olive salate; se ci andrà bene tutta questa scena nemmeno dovremo provarla più di un tot.



hated because of great qualities, blonde redhead 

2 commenti:

  1. la tua semplicità è abbagliante e fa musica da sè. cazzo, straordinario.

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  2. Le tue parole scorrono disarmanti, e io sono ignorante.

    Ale.

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