beato te che non ti sconvolgi con niente, a me mi sembra di essere miele o burro spalmato sulle fette biscottate dell'ostello in cui ci svegliavamo a quindici anni - che quando mi saluti mi sembra sempre di aspettare sempre le gocce, mi sembra di avere di nuovo sei anni e sopportare il mal d'orecchie. mi sembra molto sbagliato sottovalutare il colore degli occhi delle persone, che le persone sono delle scatole e quello che ci trovi dentro è impossibile saperlo - stanotte finalmente sembra inverno, mi rendo conto che ho le mani cosparse di vaselina e non significa che ho trovato la chiave. beato te che non saluti mai e che non te la prendi se va via la corrente io per esempio non ne sarei capace io ad un certo punto c'ho l'ansia quella vera quella nera e c'ho dei sentimenti poco carini nei confronti della gente che ti pesta i piedi e di quella che ti abbraccia, io per esempio a volte c'ho questa cosa che parlo troppo e che dico troppo e che troppe volte ripeto sìsìsì, do le conferme, io, capito, come se per spiegare certe ovvietà ci vorrebbe una lavagnetta verde - e invece tu sei una goccia e io non ho mai imparato a bere e sì che ti lascio andare, sì che ti lascio stare, e sì che pretendere mi pare una parola così brutta ma del resto è inevitabile che per esempio son fatta peggio di fatta male e del resto forza di gravità, non c'è scampo rispetto alla forza di gravità.
• due gocce, dente
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