sabato 30 gennaio 2010

167: quando la lingua si dilunga qualcuno si dilegua

un bicchiere di chardonnay te lo vorrei proprio offrire, e porre fine alle tue influenze e alle tue partenze e con un metro giallo, tipo, tagliarlo a metà e così dimezzare anche le distanze che tipo questa notte, tipo, mi fanno male. che non è sempre possibile spogliarsi mettersi il pigiama scivolarti vicino nel buio della stanzetta - che è già febbraio, anima mia, senti come questi esami scorrono via, senti le cose che scorrono lente, senti questo vino fermo che fa un profumo della madonna, senti le attese, senti le offese, senti le poesie di carrieri che un giorno ti leggerò. e poi qualcosa come la febbre dovrebbe sconfiggerci - la febbre, rido, se non ci sconfigge la febbre o il freddo ti insegnerò il francese, se mi dirai più di due parole in croce allora potremo davvero andare da qualsiasi parte, se mi sorridi più del dovuto, credimi, non si fa male nessuno, e metti le mani a coppetta che così ti presto le noccioline. la cosa migliore che ho fatto questa settimana è stata stare nel reparto cartoleria del supermercato a ricomprare post it gialli, avevo un sorriso a forma di luna e mi son messa a ragionare con le misure - un quadratino giallo di dimensioni modeste sarà abbastanza per cucirti le viscere con le mie, vero? che se non ci sconfigge la paura, magari mi farai conoscere la tua lingua tutta intera.

le vacanze dell'83, baustelle

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