sabato 30 gennaio 2010

169: branchie

posso farcela, perché ho imparato a usare il bisturi, e vestita di verde adesso ti vorrei aprire come il pesce quando si prepara il sushi - il cuore, i polmoni, il fegato, no non è una cosa carina ma temo che l'urgenza che raggroviglia le viscere tu non sappia bene come sia - che posso farcela, un due tre, posso anche imparare a ballare sulle punte, per dire, eccoti un ricordo: sono nuda sul tavolo della sala operatoria e il colore che va per la maggiore è il verde operazione un verde che non fa paura neanche agli alberi e - fitte fitte fitte fitte, aghi aghi aghi aghi, vieni a prendermi a termini con la pioggia che mi arriccia i capelli, vieni a prendermi con la pioggia, vieni a prendermi, per dio, che ho voglia di sbattere le ginocchia contro tutti gli angoli, e le gambe contro tutti gli spigoli, e gli urti che mi fanno i lividi, e questi capillari fragili e il sangue che non coagula bene, specialmente quando mi parli - e lacrime lacrime lacrime e le mie branchie che in qualche modo mi permetteranno di non affogare nella tua vasca da bagno che in qualche modo sarò un gatto, un gatto nero, e ballerò il sabba intorno al tuo ombelico, sono un pretino e prego, e tu sei il rosario che sgrano, e tra poco è giugno e suono il pianoforte e il mio tasto dolente, il mio tasto dolente, doremifasol, sono stonata e sono inadeguata e soprattutto soprattutto non ho nessun contratto di proprietà. promemoria.

walking to winter, mineral

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