domenica 31 gennaio 2010

170: guarda che hai un diamante infilato nella lingua

poi con le cose belle che mi hai detto ci farò la minestrina per il mio stomaco, e col cucchiaio tu assaggerai com'è di sale e se sale non c'è ce lo aggiungeremo noi. poi con i tuoi detersivi e i tuoi sedativi e i tuoi anestetici e i tuoi antibiotici darò i calmanti alla pancia quando non ci sei, e ascolterò la tua canzone perlomeno mille volte inventandomi le parole e alla fine imparandole per induzione - oggi c'è un sole che che te lo vorrei tirare giù dal cielo e ho un maglione verde pistacchio - i pistacchi, di certo, ti rotolerebbero nel colletto, come quando ti dico che andremo a berlino, o a vienna, o anche più a nord. oslo sì che sarebbe bella, perchè ho imparato che con te va bene pure il freddo, e sotto la grandine mi viene da ridere e la pioggia mi ricorda te e il cappotto è fradicio come le mie scarpe, come la mia testa e come le mutande, tanto - va beh - le mie uscite non sono mai romantiche. 

scanto di sirene, dente

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